Canta con noi
La storia del coro Italo Timallo
Nato nel 1973 dal desiderio di un gruppo di amici tra cui il maestro Vincenzo Messina e l’alpino Italo Timallo, alla morte di quest’ultimo avvenuta l’anno successivo, il coro ne assunse il nome, per onorarne e perpetuarne la memoria.
Passato successivamente sotto la guida di alcuni noti musicisti vogheresi, il coro è attualmente diretto dalla maestra Flavia Cantarella.
La formazione a voci pari maschili è tipica del canto alpino, anche se la denominazione è piuttosto artificiosa: il repertorio tipico dei cori alpini attualmente esistenti è infatti caratterizzato da uno stile introdotto dal coro della S.A.T., la Società Alpina Tridentina, mentre il canto popolare vero e proprio è maggiormente incline al solismo o alla coralità monodica, e segnatamente la musica delle zone montane è più orientata all’esecuzione strumentale che non alla vocalità.
Quello che oggi è comunemente noto come “canto alpino” è pertanto la derivazione di un lavoro, peraltro meritevole e condotto anche da musicisti di notevole spessore artistico, di rivisitazione di melodie popolari originali e di creazione di nuovi brani sulla falsariga di queste ultime.
L’organico a quattro voci pari consente l’escursione anche in altri ambiti musicali e ciò è provato dalle esperienze dei più noti cori di questo genere: proprio il coro della S.A.T. mantiene nel proprio repertorio anche brani non strettamente connessi alla musica della montagna e giunge a spingersi sino all’esecuzione di spiritual e brani di concezione lontanissima dalla tradizione italiana. Il coro A.N.A. Italo Timallo, pur mantenendosi fedele alla tradizione della musica più tipicamente ispirata ai temi alpini di guerra e di pace, ha recentemente iniziato anche lo studio di opere polifoniche classiche che, nelle intenzioni, dovranno condurre il coro stesso a poter spaziare su un’ampia tavolozza di emozioni e differenti tecniche espressive.